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Eresia

Lamborghini ha cominciato dai trattori.
Dai motori rabberciati nei campi, lasciati a gracidare di ruggine vicino alle pozze, lasciati come ruderi dopo la guerra, dagli inglesi.
Motori per trattori che bruciassero petrolio invece che benzina, per risparmiare.
In una stalla diventata officina, tra cacciaviti e fieno e vacche e chiavi.
Che forse è vero che devi partire dalla merda.
Che certe volte cominciare da niente, cominciare da sotto, ti fa soppesare meglio quello che raggiungi dopo.
O forse mi piace pensarlo per un fragile senso di giustizia, quello che tratteggia gli esseri umani infelici.

Cominciare controvento ed usarlo, il vento.
Che forse non tutto ciò che ti viene contro serve a farti male.
La frizione di un trattore dentro il motore Ferrari.
Che la frizione del Cavallino si bruciava un giorno sì e l'altro pure.
E allora ha pensato di farsela da sè.
Insieme a Bizzarrini, che di primo nome faceva Giotto.
Non è andato a protestare.
Non se l'è presa col destino, con i meccanici, con la guerra, con la globalizzazione, coi cinesi e coi banchieri.
E Berlusconi non c'era.
Non ha cercato l'uomo nuovo, quello carismatico, quello che risolve i problemi.
I problemi se l'è risolti da sè.
E allora forse non è importante dove arrivi, ma quanta strada hai fatto prima di arrivarci.



Penso a Finmeccanica che affonda in borsa.
Guarguaglini latita insieme a tutte le puttane - consulenti, pàrdon - che ha messo lì dentro.
Insieme alle ombre opache di Lavitola e Tarantini.
Sia mai qualcuno in questo paese dicesse si, è colpa mia.
Ho sbagliato, ma sono qui.
E prima di andarmene vi dico perchè perdiamo centinaia di miliardi nonostante ne incassiamo di più.
Vi dico perchè compriamo roba che non ci serve, perchè paghiamo gente inutile che non sa distinguere un carburatore a doppio corpo da un nebulizzatore.
Perchè ci servono favori per lavorare.

Penso a Bersani e tutta la canèa di questi giorni.
Guardo Brunetta dalla Gruber con dei grafici sciocchi - almeno quanto lui - che ricordano la lavagna di Servizio Pubblico.
Gli occhi vuoti di Alfano, le improbabili cravatte di Cicchitto.
La crapula della Lega sbragata, rinchiusa in un Parlamento padano che non ho manco capito cosa è, figurarsi a cosa serve.
La noia pedante di Veltroni. Gli insulti di Storace.
Il rincanalarsi di veti incrociati. Lo scombaciarsi di Lega e Pdl. 
E l'unico filo che li lega è la colpa degli altri. I privilegi degli altri.
Mi sarebbe piaciuto che da questo squasso questo paese avesse capito che non c'è il jolly da tirare fuori dal mazzo d'improvviso.
Quanto mi sarebbe piaciuto che da questa ribalderia uscissero dai garage piccoli Lamborghini senza aspettare - come Verga - la barca della Provvidenza.
Che le ricostruzioni si smezzano, come i sacrifici.
Che la democrazia si cura ogni giorno, come le piante, come la propria libertà, come le proprie scelte, non una volta l'anno, come il Natale per certi cristiani.

E quanto mi piacerebbe che la sinistra facesse la sinistra.
Eresia.
Lo so.

Let it be, Beatles.


4 commenti:

Flo | 15 novembre 2011 23:06
  

  Sarà un pò il momento particolare che sto passando (che tu sai) , ma la sensazione è la stessa...
Ma non sarei mai stata in grado di snocciolarla così bene come solo tu puoi fare. Mi rimetto alla "parola di Meg".
Rendiamo grazie a Santoro..

PS:devo svagarmi con stile, ma devo svagà 

 
Flavia | 16 novembre 2011 11:32
  

  'Breve storia dei trattori in lingua italiana' :-)

E ineccepile sintesi dei fatti della settimana. A breve ci comunicheranno i nomi dei nuovi ministri...perchè ho la sensazione che l'amarezza sia dietro l'angolo? 

 
Flavia | 16 novembre 2011 11:33
  

  IneccepiBIle 

 
Flo | 16 novembre 2011 21:36
  

  Ma un ministro che è uno dei miei professori di Storia Contemporanea da me? E ha un "ministero" che sarebbe la mia laurea? Per il momento non mi esprimo... 

 

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